L’impatto del Covid sullo sport

Negli ultimi 2 anni, a causa dell’epidemia di SARS-COV-2, molti aspetti delle nostre vite sono cambiati in maniera radicale e quasi ogni ambito della nostra vita ha subito degli stravolgimenti.Noi di SportGang abbiamo deciso di indagare gli effetti psico-fisici che l’epidemia di SARS-COV-2 ha causato direttamente e indirettamente alla popolazione italiana, con focus particolare sull’attività sportiva, riportando i dati ufficiali del Dipartimento per lo sport.

Le statistiche

Prima della pandemia, in Italia: 1 cittadino su 5, il 73% dei bambini e il 59% dei ragazzi praticava 1 o più sport con continuità.
Nel 2021, esattamente nel mese di maggio, il Dipartimento per lo sport del Governo ha verificato che dopo la pandemia il 48% dei bambini, il 30% dei ragazzi e 1 adulto su 4 hanno smesso di praticare sport.

Oltre a questa preoccupante percentuale di abbandono, si è notato, tra coloro che hanno continuato a praticare attività fisiche, un considerevole cambio di disciplina, pari al 30% tra gli atleti più giovani.
Per chi invece ha deciso di continuare con la propria disciplina sportiva, si è registrato un considerevole cambiamento nella modalità di esecuzione dell’attività pari al 57% per i bambini e al 53% per gruppi di persone più mature.

Con il cambiamento delle modalità, per fare alcuni esempi, si intendono allenamenti eseguiti a distanza e in collegamento video con i propri istruttori, allenamento in solitaria presso la propria abitazione, allenamento in gruppi ridotti e distanziati presso palestre o sale corsi.

Impatto psico-fisico di bambini e ragazzi

La pandemia è stata in grado di influenzare lo stato d’animo di  più dell’80% dei bambini e dei ragazzi, con 1 caso su 3 in maniera rilevante. Il 55% dei bambini e il 69% dei ragazzi hanno dichiarato un aumento di tristezza. Si è registrato inoltre un forte aumento dell’apatia, pari al 53% nei bambini e al 58% nei ragazzi.

È stato registrato un aumento di ansia, sia per i bambini che per i ragazzi, nelle seguenti fasce:

  • 6-10 anni: aumento del 37%;
  • 11-13 anni: aumento del 45%;
  • 14-16 anni: aumento del 52%;
  • 17-19 anni: aumento del 60%.

Questo peggioramento generale degli stati d’animo per le categorie descritte, ha causato disturbi del sonno rilevanti, pari al 31% nei bambini (il 29% di questi ha ricorso a consulenza medica) e al 39% nei ragazzi (in questi caso il 25% di questi ha ricorso all’assunzione di farmaci).

Impatto sulle relazioni sociali

Sempre a causa della pandemia, si è registrato un utilizzo eccessivo di strumenti e piattaforme digitali.
I videogiochi sono stati utilizzati dal 67% dei bambini in età compresa dai 6 ai 10 anni, dal 93% dei ragazzi in età compresa dagli 11 ai 13 anni e dal 95% dei ragazzi dai 14 anni in su.

Un dato ancora più allarmante è quello che emerge dall’utilizzo dei social media.
Per i bambini (6-10 anni) si è riscontrato un utilizzo pari al 37%, per i ragazzi (11-13 anni) pari al 69% e per i ragazzi con più di 14 anni si è registrato un utilizzo pari al 89%.

Indagando sul grado di soddisfazione delle relazioni sociali, il 40% tra ragazzi e bambini ha dichiarato di essere poco soddisfatto dell’attuale relazione con i propri coetanei, mentre 1 persona su 5 dichiara di non essere soddisfatta per nulla.

Impatto sulla popolazione adulta

Andando ad analizzare i segmenti di popolazione più attiva, risulta che sono gli uomini a praticare più sport, nelle fasce di età comprese tra i 35 e i 44 e per chi ha più di 55 anni. Si nota inoltre che le persone che praticano più sport sono principalmente laureati, residenti nel nord-est dell’Italia e con una situazione di tranquillità economica.

Emerge, inoltre, una differenza di genere in quanto non praticano sport principalmente le donne, nella fascia di età di età superiore ai 50 anni. Si registra inoltre che statisticamente hanno un titolo di studio inferiore alla laurea, residenti nel nord-ovest dell’italia, non occupate e con una situazione di instabilità economica.

Si registra inoltre un aumento dei problemi alla salute: 1 persona sovrappeso/obesa su 4 ha visto l’acutizzarsi dei disturbi relativi a questa patologia.

Lo sport come cura

Come abbiamo potuto vedere, l’interruzione della pratica sportiva ha collaborato ad un peggioramento dello stato psico-fisico della popolazione, specialmente nella fascia dei più giovani, con la manifestazione di problematiche preoccupanti a livello emotivo.

Potrebbe sembrare banale ma in una buona percentuale dei casi analizzati, la soluzione risiede nel tornare a praticare regolarmente sport, mentre in casi più complessi è sicuramente richiesto l’intervento da parte di medici o specialisti, oltre che al ritorno dell’attività fisica.

Perché lo sport è la soluzione?

Lo sport non agisce in via esclusiva sul benessere fisico ma di pari passo agisce anche su quello psichico e emotivo.
Potremmero riassumere i principali benefici dello sport sulla mente con i seguenti punti:

  • riduzione di ansia, stress e depressione;
  • miglioramento delle performance cognitive;
  • miglioramento della qualità del sonno.

Durante la pratica sportiva si attivano processi neurochimici in grado di aumentare la secrezione di alcuni ormoni a discapito di altri. Ad esempio, durante l’attività sportiva il livello di cortisolo, capace di influenzare lo stato di stress di un individuo, diminuisce. Aumenta invece il livello delle endorfine, conosciuto come l’ormone della felicità.

A livello fisico, invece, i principali benefici sono riassumibili così:

  • Incremento della forza e della stabilità;
  • Perdita di massa grassa;
  • Acceleramento del metabolismo;
  • Miglioramento della postura;
  • Miglioramento del sistema cardio-vascolare ed immunitario

Inoltre l’attività fisica spesso aiuta a creare una maggiore conoscenza e consapevolezza di molti fattori importanti come ad esempio una sana alimentazione e una corretta integrazione alimentare, che spesso vengono ignorati dalla parte di popolazione non attiva.

Fonti

Per la realizzazione del seguente articolo abbiamo riportati le statistiche, le info-grafiche e i video contenuti presenti sul sito del Dipartimento dello sport, sezione “Impatto del Covid sullo sport”.

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